MONTALATTE

Grazie a questo montalatte avrete una deliziosa schiuma in brevissimo tempo per farvi in casa un capuccino denso come al bar. Bastano 90 secondi e avrete un macchiato degno di un barman!

Guarda il nostro video!

CARATTERISTICHE TECNICHE

• Capacità contenitore per il latte: 150-425 ml.
• Capacità schiuma: 300 ml.
• 2 pulsanti con indicatori luminosi relativi ai 2 Livelli di Temperatura
• Funzione di spegnimento automatico
• Contrassegno per la quantità di riempimento all’interno del contenitore

  • Lattiera da lavare esclusivamente a mano – NON lavabile in lavastoviglie
  • 2 Mixer : 1 Miscelatore – 1 Schiumatore
  • Alimentazione: 220V-240V / 50-60Hz
  • Assorbimento: 550-650W
  • Dimensioni : 115x115x200 mm (LxPxH)

 

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Il Cappuccino: le origini

Il nome si riferiva alla somiglianza con l’abito marrone dei cappuccini, nati dalla corrente francescana e quindi ispirati ad un modello di vita fatto di privazioni e umiltà: abbigliamento povero, barbe lunghe e incolte, questi preti erano soliti vagabondare coperti da un cappuccio (distinguibile da quello di altri ordini poiché molto più piccolo). La loro tonaca era di un colore marrone chiaro, ovvero proprio del colore dei nostri odierni cappuccini.

Pare che l’idea del cappuccino sia venuta da una preparazione viennese detta “Kapuziner”, a base di caffè, panna montata e spezie, attestata dalla fine del XVIII secolo, poi adattata nei territori di Trieste e negli altri possedimenti italiani austroungarici. La diffusione del cappuccino italiano risale comunque agli anni trenta del Novecento.

A creare la bevanda pare sia stato il monaco cappuccino Marco D’Aviano, confidente dell’imperatore asburgico Leopoldo I.
Alla fine dell’assedio di Vienna nel 1683, i turchi abbandonarono sul campo interi sacchi di caffè; fu il soldato Franciszek Jerzy Kulczycki a requisirli e aprendo a Vienna, l’anno dopo, la prima vera caffetteria europea: il Fiasco BluQui capita un giorno padre D’Aviano e non riuscendo a bere il caffè nero, chiese qualcosa per addolcirlo, creando quindi la miscela di crema, spezie, caffè e zucchero (qualcuno dice persino zabaione) che venne chiamata da Franciszek kapuziner, dal colore della tonaca del frate.
La vera e propria diffusione del cappuccino come lo beviamo oggi, tuttavia iniziò solo nei primi anni del Novecento quando un italiano, Luigi Brezzera, inventò la prima macchina espresso per il cappuccino, nel 1901.

A confermare indirettamente questa versione c’è anche un testimone eccellente: il commediografo napoletano Eduardo De Filippo (1900-1984) che in una sua commedia, Questi fantasmi, definisce il cappuccino colore di manto di monaco.
Va aggiunto che quest’ordine di frati era a Vienna molto stimato, tant’è che tutti gli imperatori asburgici sono sepolti nella cappella dei cappuccini.
Una certezza è che il primo cappuccino fu fatto con la panna; l’aggiunta di latte è arrivata probabilmente solo nell’800, poiché tutte le fonti storiche concordano nel dire che prima di quel momento il latte veniva usato solo per la creazione di formaggi e non come bevanda.